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19/12/11

L’antimafia e i giovani

Bresciaoggi
sabato 17 dicembre 2011 – CRONACA – Pagina 21
«Mafia: anche il Nord la prenda sul serio»
Il nord non si può sentire estranea la mafia, la mafia è dappertutto, questo il senso dell´ultima serata della saga «la mafia a cento passi da casa nostra» organizzata dalla lista Studenti Udu Brescia in collaborazione con la Rete antimafia Provincia di Brescia.
IERI SERA nell´aula magna della Facoltà di economia in contrada Santa Chiara 50 si è tenuta la serata intitolata «l´antimafia e i giovani», nella quale sono intervenuti Salvatore Borsellino ed Emiliano Morrone, che hanno condiviso con i giovani presenti la loro diretta esperienza con il «grande male» del nostro paese. Salvatore Borsellino, IMAG0117 fratello del magistrato Paolo è uno dei maggiori promotori della coscienza antimafia, soprattutto tra i giovani. Dal ´92 anno della strage di via d´Amelio coordina il «Movimento Agende Rosse», formato da volontari impegnati a sensibilizzare i giovani nelle scuole e nelle università.
«LA MAFIA non è un fenomeno invincibile, solo la rassegnazione delle vittime può farla trionfare, i giovani sono custodi della carta vincente nella lotta a questa terribile macchia fantasma che distrugge vite, famiglie e società. Solo con la solidarietà come forza di coesione, la cultura come strumento di emancipazione, la condivisione come mezzo di partecipazione è possibile assestare il colpo definitivo alla Mafia. Questa piaga resta un problema sociale, che parte dalla gente prima ed è dalla gente che può essere sconfitta», racconta Borsellino Emiliano Morrone è un migrante giovane giornalista e scrittore calabrese, scappato dalla sua Terra, che si batte per radicare una cultura di opposizione ai signorotti calabri nella gente comune: «La gente normale - spiega - subisce la ndragheta, non ha strumenti culturali per opporsi, e pensa che questo fenomeno criminale sia parte integrante della nostra realtà e per questo vada accettato e sopportato. È una bugia che generazione dopo generazione ci si racconta di padre e in figlio; con l’impegno ,il coraggio, la lealtà a se stessi e ai propri ideali molto si può fare soprattutto se si è in tanti».
IL GIORNALISTA racconta da giovane qual´è cosa significhi arrivare a pensare che la migrazione sia l´unica soluzione per non sottostare alle politiche mafiose:« ho accettato questo incontro- continua Morrone- in un luogo apparentemente lontano dalla Calabria perchè sono fermamente convinto che la ndrangheta sia un fenomeno che riguarda tutti dal sud Italia alla Germania, per intenderci, e che talvolta si nasconda per non essere individuata come tale, ma è un modo di essere di agire che travalica confine e società, per questo ogni giovane dovrebbe essere allertato e fare di questa battaglia un obiettivo del proprio futuro». FE.MAL.

 

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