Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

Clicca sulla mappa e scopri quali sono le allerte in provincia di Brescia e
dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

20/12/11

Casa di un mafioso diventa centro per anziani

Interessantissimo articolo sui beni sequestrati di Matteo Trebeschi per brescia.corriere.it
Degna di nota la vicenda che riguarda la casa confiscata a Rocco Fortugno, una vecchia conoscenza della Rete…

Struttura ricreativa del comune o alloggio per i carabinieri? Lo Stato non ha ancora scelto come destinare una casa di Padenghe confiscata a un pregiudicato vicino alla ‘ndrangheta, Rocco Fortugno. Il primo cittadino di Padenghe vorrebbe trasformare quest’abitazione in uno spazio per gli anziani e l’ha ribadito oggi in Prefettura. Rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine hanno ascoltato il sindaco di Padenghe durante la riunione del «Nucleo di supporto», un organo che facilita l’Agenzia nazionale nella gestione dei beni confiscati a livello locale. Lo scopo del nucleo è di monitorare la gestione di questi immobili e snellire i problemi burocratici.

Quello di Brescia è il primo «Nucleo di supporto» ad essere stato istituito ed è coordinato dal viceprefetto, Roberta Verrusio. «Ringrazio la prefettura per la loro disponibilità» ha detto il sindaco di Padenghe, Patrizia Avanzini, che lamenta la carenza di strutture in cui gli anziani possano ritrovarsi, ma anche di spazi per le associazioni. L’amministrazione di Padenghe è alle prese con crescenti problemi sociali e quell’immobile farebbe comodo. «Se i carabinieri avessero chiesto di trasformare quella casa in una caserma – racconta il primo cittadino – sarebbe stato molto utile e avrei ritirato la mia proposta». L’Arma vorrebbe invece usare quell’immobile come «alloggio di servizio», ma a decidere sarà l’Agenzia per i beni confiscati. Di solito c’è una gerarchia. Il bene confiscato appartiene allo Stato e spesso l’Agenzia ne assegna la gestione prima alle forze dell’ordine e poi ai comuni.

Gli enti locali hanno però un vantaggio: possono godere di una legge regionale che garantisce fondi per eliminare le ipoteche. Come quella che grava sull’immobile di via Fratelli Beretta, a Padenghe. Un mutuo che Rocco Fortugno, condannato dal Tribunale per vari reati con l’aggravante del metodo mafioso, aveva acceso sulla sua casa. Una delle tante abitazioni intestate al pregiudicato che possedeva due case con garage anche a Lonato, nella frazione di Sedena. Anche queste due abitazioni fanno parte dei beni in attesa di destinazione, che in provincia di Brescia sono in tutto 14. A tenere sotto controllo la gestione di questi beni ci pensa il «Nucleo di Supporto», che nei prossimi mesi interpellerà tutti i sindaci coinvolti. L’ex casa di Fortugno è stata sequestrata nel 2007 e poi confiscata definitivamente nel 2010. Solo l’anno scorso il primo cittadino di Padenghe ha scoperto della sua esistenza e si è interessata alla gestione. Nel frattempo la famiglia Fortugno ha lasciato il paese gardesano e l’amministrazione cerca di prevenire infiltrazioni mafiose. «Padenghe è pieno di residence e stiamo cercando di regolarizzarli tutti – spiega il sindaco Avanzini – A differenza degli alberghi, i residence spesso non controllano chi entra ed esce e alcuni criminali ci portano pure la residenza. Anche se non potrebbero».

Matteo Trebeschi

Nessun commento:

Posta un commento

Per evitare SPAM o la condivisione di contenuti inappropriati ogni commento verrà visionato da un moderatore prima della pubblicazione.