Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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02/12/11

Brescia- stupefacenti – criminalità organizzata

Da bresciaoggi.it due notizie che non hanno ricevuto la giusta attenzione:

DROGA. I tre arresti vennero eseguiti dalla Mobile nel dicembre 2010

Traffico internazionale di cocaina: tre condanne

mercoledì 30 novembre 2011 CRONACA, pagina 10

Traffico internazionale di stupefacenti. Il giudice Cesare Bonamartini, al termine del processo con rito abbreviato ha condannato, per questo reato, Giancarlo Rossini, il figlio Giorgio e lo spagnolo Javier Andreu Campos.
IL PROCESSO, per il blitz della Mobile scattato il 30 dicembre scorso, in un appartamento nella zona di «Brescia 2», si è concluso ieri.
GIANCARLO ROSSINI è stato condannato a sette anni e dieci mesi, il figlio Giorgio a quattro anni e dieci mesi e lo spagnolo a quattro anni e otto mesi.
L´intervento della squadra Mobile s´inserì nelle indagini dell´operazione «Ticino». Gli investigatori entrarono nell´appartamento convinti di sequestrare un consistente quantitativo di cocaina.
Trovarono invece solo degli involucri in cellophane. Ma dalle analisi emerse che in quel cellophane era stata messa della cocaina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti i tre si sarebbero disfatti dello stupefacente gettandolo nel bagno. E la tesi dello «sciacquone complice» è stata fatta propria prima dall´accusa e poi dal giudice. Gli imputati hanno sempre respinto la tesi del grosso quantitativo di cocaina, ma uno di loro ha ammesso che una piccola quantità di droga in quegli involucri ci sarebbe stata.
I tre arresti sono stati inseriti, tra quelli in flagranza, eseguiti nell´operazione «Ticino». Ora bisogna attendere gli sviluppi giudiziari della relativa inchiesta e quindi il possibile aggravamento della posizione delle persone coinvolte.
Sempre secondo gli inquirenti lo spagnolo sarebbe il corriere che aveva portato la cocaina a Brescia.
L´operazione ha preso il nome «Ticino» poichè alla Mobile di Brescia le prime informazioni arrivarono dai colleghi piemontesi. Le indagini vennero poi coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Brescia e portarono all´emissione di un´ordinanza di custodia cautelare che prevedeva l´arresto di dieci persone.Tra queste, anche Giancarlo Rossini, nome storico della criminalità bresciana che si trovava già in carcere per la «droga dello sciacquone». M.P.

Droga: un filo diretto tra la Puglia e Brescia

mercoledì 30 novembre 2011 CRONACA, pagina 13

È durata tre anni l´indagine antidroga condotta principalmente in Puglia, ma che ha interessato marginalmente la provincia di Brescia e portato all´arresto di 29 persone, tra cui alcune sarebbero affiliate alla Sacra Corona Unita.
In passato c´erano stati 12 arresti in flagranza e oltre dieci chili di droga sequestrati, ora l´esecuzione dell´ordinanza, da parte della squadra mobile di Lecce nei confronti di 29 indagati. Tra loro alcuni sono ritenuti appartenere ad un gruppo malavitoso legato al clan Tornese con base a Monteroni di Lecce.
La presunta organizzazione,
dedita allo smercio di droga, ha varcato i confini leccesi, allargandosi su Brindisi e fino a Brescia.
AL NORD LA MALA pugliese si sarebbe rifornita di cocaina, eroina, hashish e marijuana. Ieri gli agenti della Mobile di Brescia hanno notificato in carcere, a Canton Mombello, la misura di custodia cautelare nei confronti di un pugliese di 43 anni che risulta residente a Provaglio d´Iseo e nel 2008 era stato arrestato, in Puglia, con un chilo di cocaina.
L´unico reato contestatogli è lo spaccio.
Nell´inchiesta è finita anche la vicenda di Pierpaolo Carallo, ritenuto a capo del gruppo di Monteroni, ucciso il 15gennaio 2009 fuori da un bar a Carmiano nel Leccese.

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