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03/12/11

A Bari giocatori in combutta coi clan?

Dopo l’articolo sull’interessantissimo libro “Le mafie nel pallone” una notizia che conferma il sospetto che il mondo del calcio sia una preziosa fonte di guadagno e riciclaggio per la criminalità organizzata.

Da http://it.eurosport.yahoo.com:

La Procura indaga su 3 partite dello scorso torneo e una di Coppa Italia. Bari-Livorno, Bari-Chievo,Parma-Bari e Bologna-Bari sono i match che hanno fatto scattare l'allarme e che agitano sospetti sulla regolarità del campionato

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Purtroppo, il sospetto che la criminalità organizzata si fosse pericolosamente infiltrata nel mondo del calcio e che avesse individuato nell’assenza di controlli da parte degli organi preposti e della predisposizione di alcuni giocatori a fornire il proprio contributo era forte da molto tempo. Gli ultimi anni, poi, hanno visto una crescita costante delle inchieste su anomali flussi di scommesse sui risultati delle partite dei principali campionati del nostro Paese, anche della Serie A. In fondo, è ancora viva nella memoria di tutti l’inchiesta coordinata delle Procure di Cremona e Napoli che hanno portato all’incriminazione di dirigenti, giocatori in attività o ex di lusso con relative squalifiche e penalizzazioni in classifica (il caso Doni-Atalanta è l’esempio più lampante).

Ma quanto è stato scoperto dal pool della magistratura di Bari, guidato da Antonio Laudati, va oltre ogni tentativo di comprensione. Gli approfondimenti su quattro partite che vedevano coinvolte la squadra pugliese e l’ascolto di alcune telefonate che avevano come protagonisti tre ex difensori dei bianco-rossi e alcuni esponenti della famiglia criminale più influente nel capoluogo, quella dei Parisi. I match terminati sotto la lente di ingrandimento sono Bari-Livorno 4-1 del 20 dicembre 2010 (Coppa Italia), Bari-Chievo 1-2 del 20 marzo scorso, Parma-Bari 1-2 del 3 aprile e Bologna-Bari 0-4, ultima giornata dello scorso campionato.

TUTTO PARTE DA BARI-LIVORNO - Ma quali sono i motivi che hanno portato alcuni personaggi della mafia locale a entrare in contatto con i calciatori del Bari? I gruppi criminosi hanno capito da tempo che i proventi del traffico di sostanze stupefacenti potevano trovare nel calcio e nel pianeta-scommesse un ottimo canale per il riciclaggio. Controlli quasi assenti e il fatto che la famiglia Matarrese non pagasse regolarmente gli stipendi hanno fatto il resto. Ma facciamo un esempio chiaro di come andassero le cose... L’agenzia di scommesse austriaca Skybet 365 (uno degli operatori più conosciuti in Italia) denuncia, in occasione della gara di Coppa Italia tra Bari e Livorno, movimenti sospetti nell’intervallo della partita. Il risultato è fermo sull’1-0 per i “galletti”, ma sono in tanti i giocatori che, prima dell’inizio della ripresa, puntano con decisione sull’over dei baresi (cioè sulla possibilità che firmino dai 3 gol in su) e sull’eventualità che i toscani segnino almeno una rete. E, guarda caso, la partita termina 4-1...

Ma diamo qualche altro indizio: quando il Bari di Mutti fu sconfitto dal Chievo in casa (1-2, con entrambi i gol del Chievo arrivati da clamorosi svarioni difensivi dei giocatori del Bari, ndr), perdendo le residue speranze di salvarsi, qualche tifoso del Bari si accorse che l’ex difensore Nicola Belmonte fu protagonista di uno strano gesto di esultanza dopo il secondo gol degli avversari. Oppure, quando i pugliesi, già retrocessi, espugnarono il campo del Parma, nel finale si accese un “bizzarro” parapiglia tra il gialloblù Morrone e il barese Marco Rossi, che nel tunnel che porta agli spogliatoi urlò: “Mi state accusando di essermi comportato da professionista”.

ANCORA NESSUN NOME - E’ bene precisare che l’indagine è ancora nella sua fase preliminare e che il quadro della vicenda non è completamente delineato. I nomi dei giocatori che sarebbero entrati in contatto con i mafiosi e che avrebbero ottenuto dei profili per potere, loro stessi, scommettere tramite l’agenzia inglese Paradise Bet (aperta appositamente dal clan Parisi), in cambio del loro contributo al fine di condurre in porto la combine, non sono stati resi noti. Non è da escludere che, nei prossimi giorni, la Procura di Bari possa chiedere il supporto dei colleghi di Cremona e Napoli e allargare il fronte dell’inchiesta.

Andrea DISTASO / Eurosport

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