Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

07/11/11

Miglia di tonnellate di scorie da Napoli a Montichiari

da brescia.corriere.it

Indaga la procura di Brescia e i carabinieri dei Noe


Migliaia di tonnellate di fanghi tossici dei depuratori di Napoli e della Campania sono finiti nella discarica Gedit  di Montichiari, oltre che in altri siti di stoccaggio in mezza Italia. E' il risultato di una inchiesta condotta dal Corriere del Mezzogiorno. Ricordiamo che la discarica è stata messa sottosequestro dalla procura di Brescia due settimane fa a causa dei miasmi che provocavano malori a cittadini e lavoratori delle aziende limitrofe.
Oltre che nel Bresciano sono finiti nelle Marche, presso la Mms Ecologica di Pesaro; in Puglia, alla Italcave di Taranto ed alla Ecolevante di Grottaglie. Due siti, questi ultimi, che hanno spesso accolto anche l’immondizia partenopea. Quattro i trasportatori che hanno portato in giro per l’Italia i fanghi da Napoli Nord, talvolta rilevandoli dalla Ars Ambiente di Bergamo, che figura nelle bolle di accompagnamento come primo cessionario. Sono: Gruppo Fontana, Planetaria, Ve. Ca Sud, Eurologistica (una impresa toscana). Gruppo Fontana è un’azienda che fa capo a Nicola e Paolo Fontana, imprenditori di Casapesenna. Nei loro confronti tempo addietro la prefettura di Caserta ha emesso una interdittiva antimafia. Confermata dal Tar, è stata però annullata dal Consiglio di Stato. L’impresa ha subito poi il sequestro di alcuni camion nell’ambito di una inchiesta sul presunto smaltimento illecito di rifiuti condotta dal Noe di Salerno. “I mezzi però ci sono stati restituiti due volte”, dice Nicola, uno dei titolari dell’azienda. Nella stessa indagine, a gennaio, sono state coinvolte Planetaria e Ve. Ca Sud. La prima ha sede ad Avellino e fa capo a Paolo Esposito. La seconda è riconducibile al gruppo Ventrone. Per gli indagati, naturalmente, vale il principio della presunzione di innocenza, perché la vicenda giudiziaria è ancora in corso

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