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06/11/11

Il lago di Garda si conferma terreno fertile per la mafia

da brescia.corriere.it
L'OPERAZIONE A MANERBA

Arrestato affiliato alla 'Ndrangheta


L'uomo arrestatoI militari del Comando Stazione Carabinieri di Salo’, a Manerba del Garda, al termine di specifica attività info-investigativa, hanno arrestato per il reato di detenzione abusiva di armi clandestine, un 37enne di Reggio Calabria. In particolare i militari, dopo un accorto servizio di pedinamento, sono intervenuti in un residence dove si trovava il calabrese e nel corso di una perquisizione hanno ritrovato una pistola, calibro 9mm short marca Beretta con matricola abrasa e tre caricatori, ed una pistola calibro 6x35mm marca Titan, con matricola abrasa con altri tre caricatori, nonché’ cinquanta proiettili cal. 9mm, (novantasei proiettili cal. 6,35mm e 33 trentatré proiettili cal. 38 special).
L'arsenale era nel doppiofondo di un tavolo, all’interno di una scatola in legno, internamente schermata con piombo per inibire apparati elettronici di ricerca (raggi x e metal detector). Armi e munizioni sono state poste sotto sequestro. L’arrestato risulta imparentato con personaggi contigui alla ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale denominata cosca Mole’, operante nel territorio di Gioia Tauro (Rc).


Aggiornamento:


L'uomo arrestato è Gaetano Fortugno, non solo omonimo ma anche parente stretto dei fratelli Fortugno protagonisti del processo conclusosi in primo grado con le condanne lo scorso Aprile.


Da bresciaoggi.it:


Calabrese, da qualche giorno alloggiava sul lago di Garda, in un appartamento di Manerba. Con la sola compagnia di due pistole automatiche. Che però non teneva in vista, ma ben nascoste, in modo che se i carabinieri lo avessero perquisito lo avrebbero trovato pulito. Chi avrebbe guardato nel sottofondo del mobile della televisione? Peccato per Gaetano Fortugno che invece i militari in quel fondo abbiano guardato. 
UN MODO per fare aprire quel nascondiglio ci doveva essere. Ma il pregiudicato calabrese non lo ha certo spiegato ai carabinieri che gli hanno bussato alla porta l'altro ieri all'alba, buttandolo giù dal letto e mettendogli a soqquadro l'appartamento in un residence di via Torricelle. Ma quelli ci sono arrivati ugualmente. Hanno smontato il manufatto. Avevano sentito, spostando il mobile, che qualcosa sbatteva all'interno. E che quel qualcosa non era dentro ai cassetti. Dove allora? si sono domandati. Il posto era lo zoccolo che fa da base a quella specie di tavolo. Così lo hanno smontato, levadogli le oltre cinquanta viti che lo tenevano insieme. Dentro, come in un gioco di scatole cinese, ecco una cassetta fatta con assi di polistirolo, ma piombate per schermare il vano interno dall'azione di rilevatori metal-detector: il piombo colato sulle assi avrebbe provocato confusione con le tubature dell'alloggio, ad esempio, sviando gli investigatori. E dentro la cassetta due pistole automatiche calibro nove e calibro 6.35 entrambe con il colpo in canna e il numero di matricola abrasa. E ancora: tre caricatori e circa 150 colpi sparsi tra i quali anche 35 di una 38 Special che però non è stata trovata. «Complimenti» ha detto il Fortugno ai carabinieri quando hanno scovato le pistole. Si vede che era sicuro di quel nascondiglio e pensava che mai avrebbero trovato le armi. Una perquisizione, del resto, poteva attendersela. Infatti, il 37enne, non è un calabrese qualsiasi venuto a rilassarsi sul lago. «Nato a Gioia Tauro è un personaggio conosciuto dalle forze dell'ordine. Infatti è pregiudicato per estorsione, ma soprattuto si ritiene contiguo al clan Molè. Famiglia di spicco della criminalità organizzata calabrese a lungo alleata dei Piromalli nella gestione del narcotraffico» spiega il capitano Luigi Lubello della compagnia di Salò. 
L'UOMO È ora rinchiuso nel carcere di Canton Mombello con l'accusa di violazione delle leggi sulle armi e di ricettazione. E in attesa dell'interrogatorio di convalida. I carabinieri invieranno le due pistole ai Ris di Parma per capire se hanno sparato e se sono collegabili a fatti di sangue. L'arresto potrebbe aprire scenari investigativi interessanti anche e soprattutto in relazione al presunto radicamento della criminalità organizzata sul Garda.

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