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26/10/11

«Strangolato» dall'usuraio chiede soccorso alla Polizia

Da Bresciaoggi.it
IL FENOMENO. La vittima era stata consigliata da un amico. Dopo il mancato pagamento il ricorso alle intimidazioni. Tassi del venti per cento al mese sul prestito chiesto da un imprenditore franciacortino  che aveva accumulato il debito a poker. Ma il «blitz» della Mobile ha sgominato la banda.
26/10/2011
Zoom Foto
Il capo della Squadra Mobile Riccardo Tumminia illustra i dettagli dell’operazione antiusura FOTOLIVE
Brescia. Minacce di morte, tassi del 20 % mensile, auto incendiate e, in sostanza, tutti gli ingredienti in grado di rendere corposa una vicenda che oscilla tra la tentata estorsione e l'usura.
Mancano gli arresti e in questo caso ci ha pensato la Squadra mobile della Questura di Brescia.
Sono ai domiciliari in tre.

LA VITTIMA, onde sgombrare ogni dubbio, rimane sempre tale.
Ma s'era indebitata anche per la passione del poker e questo non depone a suo favore. E lo strozzino, altrimenti non può essere definito, dal momento che dopo aver prestato 50mila euro, nel giro di due mesi ne ha pretesi 170mila, sulla base di quanto denunciato dalla vittima.
La Mobile, diretta da Riccardo Tumminia, si occupa della una vicenda dal settembre scorso.
«Mi vogliono uccidere, hanno minacciato anche mia moglie e miei figli» è stata la telefonata disperata di un imprenditore bresciano, nel settore della videosorveglianza, che aveva accumulato dei debiti e su consiglio di un amico s'era rivolto alla persona sbagliata, il titolare di una ditta d'arredamenti in Franciacorta.
Persona, quest'ultima che non ha avuto esitazioni, a prestargli 50mila euro, chiedendone la restituzione a un tasso del 20% mensile.
Della cifra prestata, però, lo strozzino non ha rivisto nemmeno un euro. Allora, ha deciso che, a totale risarcimento si sarebbe fatto dare ben 170mila euro.
La vittima, ha capito che tutto si stava mettendo veramente male. E i pochissimi dubbi rimasti sono stati sgombrati da una serie di individui poco raccomandabili, che periodicamente, si presentavano a casa chiedendo la restituzione del credito.
Concetti chiari, quelli a cui si ricorreva: «ammazzare è questione di un attimo».
Nel frattempo, però il creditore-usaraio, agisce anche su altri fronti. Pensa a un garante, a recuperare almeno una parte della cifra. Il debitore si nasconde in un albergo, preoccupato per le sorti sue e della propria famiglia. Le «indagini» del creditore portano  a Berzo Demo, alla concessionaria che alla vittima aveva noleggiato una Bmw. L'auto era stata lasciata in pegno dal debitore a chi gli aveva dato il denaro che, bontà sua, per consentirgli di muoversi, gli aveva prestato una «Passat». Un 'auto, quest'ultima, con tanto di sorpresa, ovvero una pistola nascosta che qualsiasi perquisizione avrebbe potuto trovare, previa segnalazione anonima, inguaiando il conducente.
Il creditore viaggia quindi fino in Valle Camonica.
L'USURAIO arriva fin lì per cercare d'estorcere al concessionario, che aveva noleggiato la BMW, il luogo del nascondiglio del debitore.
Non ce la fa.
Una Smart della concessionaria, in quei giorni, finisce incendiata. Poi, spunta anche un gruppo di calabresi residenti in toscana, a cui si rivolge il creditore.
Cambia la strategia, vengono trovati 40mila euro e avviene il pagamento.
Nei giorni scorsi, l'esecuzione di tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, nei confronti del mobiliere, di un suo dipendente, di uno dei calabresi che avrebbero preso parte alla fase iniziale della tentata estorsione.
Mario Pari

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