Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

01/07/11

I Comuni ed i beni sequestrati alla mafia

Le infiltrazioni della mafia nelle regioni del Nord Italia sono ormai un dato di fatto: è di pochi giorni fa il sequestro di un albergo a Desenzano finito nelle mani della criminalità organizzata. Parlare del fenomeno, dicuterne con la gente e un importante elemento di sensibilizzazione che vede anche il sindacato, la Filca Cisl in particolare con il Progettio San Francesco, in prima linea. Dal bilancio del primo anno di vita dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia, si scopre che nel bresciano sono oltre un centinaio i beni confiscati tra immobili e aziende nel corso dell’ultimo decennio, per la precisione si tratta di 116 immobili, distribuiti in 33 Comuni, in buona parte già affidati alle Amministrazioni comunali che hanno l’obbligo di destinarli a finalità sociali. Il quotidiano Bresciaoggi ha sentito in proposito alcuni Sindaci della provincia.

A Lumezzane – scrive il quotidiano – due appartamenti sono stati messi a disposizione della biblioteca e dell’associazione don Bosco per l’ospitalità ai volontari al rientro dalle missioni. A Capriano del Colle l’affitto ricavato dalla locazione di un appartamento confiscato alla mafia viene destinato all’assistenza agli anziani”.
“Ma la presenza di beni legati alla criminalità organizzata – si chiede il giornale – in che misura preoccupa i Comuni? Spiega Mario Bocchio, sindaco di Lonato: «Non ho motivo di pensare dell’esistenza di una criminalità di questo tipo che investe a Lonato. Conosciamo tutti gli imprenditori impegnati nelle operazioni immobiliari appena varate e non credo ci siano motivi di preoccupazione».
Più o meno lo stesso ragionamento seguito da Sergio Parolini, assessore nel confinante Desenzano, la capitale del Garda, sul cui territorio di recente sono stati assegnati – uno alla Guardia di finanza e l’altro al Comune a favore degli anziani – due appartamenti confiscati: «Direi che l’economia di Desenzano – osserva Parolini – è ben conosciuta, gli stessi imprenditori anche; consideriamo inoltre una buona ed efficace presenza delle forze dell’ordine, tutto questo ci aiuta ad evitare complicazioni, almeno questa è la mia percezione, poi certo ne ho sentite di tutti i colori…».
A Roncadelle il sindaco Michele Orlando aveva messo gli occhi su un paio di immobili, ma l’assegnazione al momento è ferma al palo per problemi legati all’iter giudiziario: «So che il proprietario di una villa confiscata ha fatto ricorso e quindi l’assegnazione è stata sospesa». Più in generale, sul controllo il primo cittadino ammette che gli amministratori non dispongono purtroppo di particolari strumenti.
«Qualche timore può sorgere in materia di appalti pubblici – riflette Orlando – e si possono adottare degli accorgimenti, ma nulla di più. Certo sarebbe interessante, ed è un’idea a cui ho pensato, studiare un questionario in forma anonima da distribuire agli operatori economici per capire se sono state vittime di organizzazioni criminali. È solo un’idea – ammette Orlando – però varrebbe la pena parlarne». C’è infine un aspetto culturale da coltivare, per rimediare a una sottovalutazione cresciuta nell’opinione pubblica della presenza criminale al Nord, come sollecita Giuseppe Giuffredi, del coordinamento bresciano di Libera e direttore amministrativo della Procura distrettuale antimafia di Brescia: «È importante parlare di questi fenomeni, favorirne la conoscenza tra la gente, credo che anche questo sia un modo per contrastare il crimine».

Articolo tratto da www.cislbrescia.it

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