Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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dintorni, dove sono presenti i beni confiscati, dove c'è stato smaltimento illecito di rifiuti o un rogo doloso. Tutti gli eventi sono tracciati e tenuti aggiornati dallo staff della rete.

09/04/11

Epilogo del processo Fortugno

Mafia a Brescia: Epilogo del processo Fortugno. Grazie ai giovani bresciani
Si è concluso a Brescia un processo che vedeva alla sbarra tre fratelli, i Fortugno, legati secondo il GICO (Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata) alla cosca Calabrese Piromalli-Molè, a Brescia! Estorsione, ricettazione, sfruttamento della prostituzione nella provincia delle “persone per bene” e nei locali del Bassogarda: pareva quasi che i bresciani accettassero la convivenza con la criminalità organizzata.
Nei sette mesi in cui si è svolto il dibattimento, fuori dall’aula, precisamente sul piazzale antistante il Palagiustizia i giovani di tante diverse associazioni bresciane sensibili all’antimafia si sono incontrati, quasi per caso, mossi dallo stesso obiettivo: far sapere ai bresciani cosa stava succedendo in aula e portare la causa all’attenzione dei media (che pareva se ne fossero dimenticati), aggiornandoli su ciò che veniva discusso nel tribunale. Così, dal desiderio di unirsi e fare antimafia, è nata la Rete Antimafia di Brescia: realtà diverse, giovani diversi, con l’unico obiettivo di spazzare la criminalità organizzata fuori dalla società bresciana. La sentenza del processo Fortugno è stata chiara: condanna per i tre fratelli e sequestro di alcuni dei loro beni. L’epilogo ha ottenuto dalla Rete un doppio festeggiamento. Il primo per il fatto che, chi immaginava di condurre i propri sporchi affari nel bresciano, si è visto sbattuto alla sbarra.
Il secondo per aver raggiunto l’obiettivo di informare i bresciani: la mafia ama il silenzio, agendo indisturbata e senza far sapere che esiste. La Rete Antimafia di Brescia ha provato il contrario, grazie a uomini e donne di buona volontà che hanno voluto mettere la propria faccia per dire no alla mafia! Gaetano Fortugno era arrivato a minacciare personalmente una persona della Rete: la risposta è stata una partecipazione ancora maggiore al processo successivo. La Rete funziona, e non si ferma qui: a breve verrà approvato lo Statuto ufficiale che regola l’attività della Rete, con l’obiettivo di coinvolgere le associazioni più sensibili all’eradicazione mafiosa nel territorio bresciano. Inoltre è in progetto la realizzazione di un “Primo Forum Regionale sull’Antimafia” il prossimo settembre sul Lago di Garda, dove tutte le realtà antimafia lombarde, dal basso, possano vedersi, confrontarsi e pianificare assieme questo lungo ma giusto cammino. La Mafia c’è, e anche noi.
per la Rete Antimafia di Brescia Filippo Cantoni