Mappa delle allerte in provincia di Brescia.

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13/03/11

I Fortugno, quei bravi ragazzi...

Il procedimento che li vede alla sbarra con a carico una lunga serie di capi d’imputazione sta volgendo alla conclusione (prossima udienza l’8 Aprile alle 11), ma i fratelli Fortugno non demordono e rivendicano con forza la loro estraneità al mondo ‘ndranghetista. 
Si lagnano e si lamentano per il trattamento che viene loro riservato e se la prendono con chi sta cercando di dare visibilità ad un processo che, mafia o no, porta alla luce una sequela di vicende che ricordano pericolosamente le brutte storie che eravamo abituati ad associare alla Calabria o alla Sicilia. 
Ammesso e NON CONCESSO che i Fortugno abbiano ragione dovrebbero però preoccuparsi della pessima fama che si sono procurati negli anni, e soprattutto pensare ad “andare a cercare” anche tutti i numerosi giornalisti che da decenni a questa parte associano il loro nome alla ndrangheta…
Di seguito solo qualche esempio: una serie di riferimenti riguardanti i Fortugno che sono apparsi dagli anni ‘90 ad oggi su vari giornali e che sono facilmente reperibili in rete.
-Le prime tracce risalgono addirittura al 19 Giugno 1990. Mentre l’Italia inseguiva un gol nelle notti magiche del Mondiale di calcio su Repubblica appariva un articolo riguardante un vasto giro di traffico di sostanze stupefacenti titolato “Spezzata la Turchia Connection” [1]. Fra le righe si legge:
”E parecchi tra gli arrestati risultano avere legami con la mafia. I fratelli Gaetano e Rocco Fortugno, di Nonantola, che hanno tenuto per anni le fila del traffico tra la Sicilia e Modena, legati al clan dei Vitale di Partinico.”
-Nel ‘92 il Corriere della Sera pubblica “Mille chili d’eroina, 28 boss in manette; a Brescia 5 soci della ndrangheta[2]:
”[…] gli uomini del colonnello Garelli cominciarono a delineare la trama di una banda collegata a "storiche" famiglie della ' ndrangheta, da tempo insediatesi nel Milanese: i Papalia e i Morabito. Dopo i primi riscontri, definiti "illuminanti", il fascicolo fu trasferito dalla procura di Brescia a quella di Milano. Dove era stata localizzata la base della gang. E dove alcune "gole profonde", nel carcere di San Vittore, avevano accettato di collaborare con il pm antimafia Alberto Nobili. Nelle intercettazioni telefoniche e soprattutto nelle 150 pagine di interrogatori stanno gli elementi che hanno portato il giudice per le indagini preliminari, Anna Introini, a disporre l' ultimo blitz, che nel Bresciano ha colpito 5 affiliati: Pietro Abeni, 38 anni, e Vincenzo Tommasone, 42, hanno ricevuto in carcere la notifica del provvedimento restrittivo; al night "Vanity" di Lonato e' stato arrestato Marcello Domenico Fortugno, 25 anni, originario di Taurianova; Claudio Spranzi, 35 anni, fornaio di Borgosatollo, e' stato ammanettato nella sua panetteria; Edoardo Sabbatino, 31 anni, originario di Palermo, e' stato bloccato a Caionvico, nell' appartamento della convivente bresciana.”
-Nel 2005 “L’Espresso” propone un’inchiesta sugli affiliati della ndrangheta basandosi sulle testimonianze di alcuni pentiti. Il 23 Giugno pubblica “La mappa degli affiliati, comune per comune” [3]. Ecco l’elenco dei nomi inerenti a Gioia Tauro:
”Accorinti Giuseppe, Albanese Giuseppe, Borgese Domenico, Bova Antonio, Copelli Domenico, Cosoleto Domenico, Fameli Pasquale, Fortugno Rocco, Fortugno Marcello, Gangemi Diego, Gangemi Vincenzo, Gangemi Antonio, Giacobbe Rocco, Macrì Salvatore, Molè Girolamo, Naso Ferdinando, Piromalli Giuseppe, Piromalli Giuseppe (cugino omonimo), Raso Rocco, Reitano Giovanni, Vazzana Domenico, Zito Giuseppe, Zito Vincenzo.
-Da Corrieredellasera.it un articolo del 30 Agosto 2006 titolato “Il massacro di Brescia deciso in Calabria” [4], che racconta i retroscena dell’omicidio di Angelo Cottarelli, brutalmente sterminato insieme alla moglie ed al figlio appena 17enne:
“Nel 2002, Cottarelli aveva costituito una società di comodo denominata «Jolly Service », che di fatto serviva «a produrre autonomamente contratti di lavoro finalizzati a regolarizzare le donne straniere, anche per lunghi periodi». Il suo socio era un personaggio che viene definito dai giudici di Potenza come il capo dell’organizzazione, la testa di ponte per i collegamenti con la ’ndrangheta. Un uomo in contatto «frequente e ricorrente» con Gaetano Fortugno, condannato in passato per traffico di droga e ricettazione, «componente dell’omonima famiglia mafiosa affiliata alla nota cosca calabrese dei Piromalli-Molè per frequentazioni, vincoli di parentela e vicende giudiziarie.”
-Anche TgCom, lo stesso giorno, si occupa della vicenda e titola in maniera molto simile: “Massacro Brescia, spunta ‘ndrangheta” [5]:
”Un suo socio era in contatto con Gaetano Fortugno, affiliato alla cosca calabrese dei Piromalli-Molè e condannato in passato per traffico di droga e ricettazione. Fortugno, per i giudici, era legato ai boss ‘per frequentazioni, vincoli di parentela e vicende giudiziarie’.”
-Ancora il Corrieredellasera.it, ancora nel 2006, ma stavolta siamo a Dicembre, più precisamente il giorno 12 [6]:
Mafia, blitz a Gela: 88 arresti
Colpiti nella notte
i clan
che imponevano il pizzo e controllavano il mercato della droga. In manette anche un maresciallo dell'Arma
CALTANISSETTA - Con una vasta operazione congiunta carabinieri e polizia hanno colpito nella notte i clan che imponevano il pizzo e controllavano il mercato della droga a Gela (Caltanissetta). Ottantotto le ordinanze di custodia cautelare emesse a conclusione delle indagini coordinate dalla Dda nissena.
INCHIESTA - L'indagine ha riguardato il clan dei Rinzivillo di Gela che avrebbe gestito appalti e subappalti in diverse regioni italiane. Gli arresti, ancora in corso, vengono effettuati oltre che a Gela anche a Messina, Catania e Trapani e nelle province di Varese, Brescia, Como, Padova, Savona e Pavia, ed anche a Roma, dove sarebbe la base operativa dei traffici illeciti dei boss mafiosi nisseni.”

E chi figura fra queste 88 persone raggiunte da richiesta di custodia cautelare?
FORTUGNO Gaetano, Gioia Tauro (RC) 1962, res. Desenzano del G.” [7]
-La Gazzetta di Mantova in un articolo titolato “Mafia, sequestrati due locali ed un residence” del 13 Luglio 2007 racconta l’operazione “Mafia sul Lago” [8]:
” Ville, appartamenti e terreni. Ma anche auto di lusso, locali notturni, aziende e attività commerciali. E' finito tutto sotto sequestro preventivo, perché secondo la Direzione distrettuale antimafia della Procura di Brescia si tratterebbe di beni, del valore complessivo di 30 milioni di euro, di proprietà dei clan camorristici e dell'ndrangheta che avrebbero scelto l'area compresa tra il lago di Garda e le province di Brescia, Mantova e Cremona per mettere radici. E per ripulire il fiume di denaro sporco frutto delle attività della criminalità organizzata.[…] E' seguendo la pista del riciclaggio di capitali illeciti che la Direzione distrettuale antimafia è arrivata a Roverbella. Gli uomini del Gico hanno bussato alle porte di uno studio di contabilità ed elaborazione dati, sede legale della Ast. Qui la All Stationary Tecnopaper ha tenuto i libri contabili («Li hanno cercati i Carabinieri e la Finanza ma noi non li vediamo da tempo» ha spiegato ieri al telefono un'impiegata dello studio). Ufficialmente la srl, attiva dal 1996, si occupa di attività immobiliari e di vendita all'ingrosso di materiali e prodotti tipografici. Secondo gli inquirenti è invece uno strumento della 'ndrangheta per riciclare il denaro. Tra i 49 immobili sequestrati c'è anche un complesso composto da 46 appartamenti che si trova a Ginepri, vicino a Lamezia Terme. Per la Procura di Brescia l'intera struttura - valore di 11 milioni di euro - è riconducibile alla Ast di Roverbella, e quindi a..." continua a leggere
-Il 7 Giugno 2008 compare su QuiBrescia.it la notizia della condanna definitiva a Marcello Fortugno e Fabio Cosoleto per omicidio [9]:
”Sono diventate definitive le due condanne per l'omicidio di Carlo Mortilli, il rappresentante calabrese di orologi ammazzato a colpi d'arma da fuoco nel parcheggio dell' Hotel West Garda a Padenghe (Brescia) il 21 maggio 1997.
Marcello Domenico Fortugno,è stato condannato a 17 anni e 8 mesi di carcere per il delitto, Fabio Cosoleto è stato invece condannato a 4 anni per rapina.”

-Dal sito de Il Fatto Quotidiano un articolo del 5 Gennaio 2011 titolato “Da Brescia al lago di Garda, la nuova culla della ‘ndrangheta tra ville di lusso e night” [10]:
”Le indagini mettono anche in luce i loro collegamenti con il gruppo calabrese dei Fortugno, affiliato al clan dei Piromalli di Gioia Tauro. I suoi clan sono presenti su tutto il territorio, dal basso Garda, alla Val Trompia, dalla città, alla Bassa.”
Infine vorrei concludere con la Richiesta di Rinvio a Giudizio emessa dalla Procura di Brescia il 18 Giugno 2009 inerente proprio al processo che si sta svolgendo in questi mesi…
Sia a Rocco che a Gaetano in relazione ad alcuni fra i molti capi d’imputazione viene contestata l’aggravante “di aver fatto parte dell’associazione di tipo ndranghetista legata al clan Piromalli-Molè, nonchè di aver commesso il reato avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e di omertà tipiche della struttura malavitosa della quale facevano parte ed al fine di agevolarne la realizzazione delle rispettive attività illecite” [11]
In fin dei conti possiamo certamente definire i Fortugno dei bravi ragazzi, come interpretare questa frase lo lascio decidere a voi…
Fonti:
[1] la Repubblica.it, Spezzata la ‘Turchia Connection’
[2] Corriere della sera.it, Mille chili d’eroina, 28 boss in manette
[3] L’Espresso, La mappa degli affiliati, comune per comune
[4] Corriere della sera.it, Il massacro di Brescia deciso in Calabria
[5] tgcom.mediaset.it, Massacro Brescia, spunta la ‘ndrangheta
[6] Corriere della sera.it, Mafia, blitz a Gela: 88 arresti
[7] Corriere di Gela online, Clan Rinzivillo, tutti dentro!
     La Sicilia, Gela, abbattuto il “regno” dei Rinzivillo
[8] Gazzetta di Mantova, Mafia, sequestrati 2 locali ed un residence
[9] Qui Brescia.it, Fortugno e Cosoleto: condanne definitive
[10] Il Fatto Quotidiano.it, Da Brescia al lago di Garda, la nuova culla della ‘ndrangheta tra ville di lusso e night
[11] Richiesta di Rinvio a Giudizio –artt. 416, 417 c.p.p. e 130 D. L.vo 271/89- di Giovedì 18 Giugno 2009 firmata dai Sostituti Procuratori Bonardi e Savio e dal Procuratore aggiunto della Repubblica di Brescia Salamone