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02/12/10

Metti una mattina a presidiare un processo di ndrangheta al Nord

C'era pure Frediano Manzi, dello sportello Sos racket e usura di Milano, fuori dal Palazzo di giustizia lo scorso 3 dicembre, per presidiare il processo che tra gli imputati vede i tre fratelli Fortugno, Marcello, Rocco e Gaetano, considerati in diversi documenti a firma Dia, Dna e Gico della Guardia di finanza, esponenti del clan di 'ndrangheta dei Piromalli-Molè di Gioia Tauro, "in missione" al nord.
Anche Manzi è arrivato con un voluminoso "dossier", nel quale erano riportate diverse testimonianze di altrettante vittime delle ingerenze dei Fortugno e di tanti altri "compari" che abitano la regione motore economico del paese.
La presenza di Manzi era pure il segno di una vicinanza espressa nei confronti della neonata Rete antimafia di Brescia che vuole sensibilizzare un territorio forse distratto relativamente ai temi mafiosi, che in realtà il pericolo è reale e presente. Manzi, infatti, ha ricordato che Brescia è la seconda città in Lombardia per beni sequestrati ai clan. Se tanto mi da tanto...

I giovani dell'Italia dei Valori di Brescia sono stati tra i primi ad aderire all'iniziativa di presidiare il processo Fortugno, per segnalare alla città che qualcosa era successo e stava accadendo, nel disinteresse più generale.
Arthur ci racconta poi, in quanto testimone diretto, l'intervento di Gaetano Fortuno all'udienza precedente: come lo stesso abbia dimostrato, nelle sue argomentazioni, che  il libro "Polo Nord - La nuova terra dei padrini del Sud" è da mettere  all'indice, stando a quello che pensa la 'ndrangheta di Lombardia.

Il Garda ha inviato al processo "Fortugno Rocco + altri" la sua migliore gioventù, a dire che non tutto il territorio è malato ma che al contrario ci si può ancora ribellare allo strapotere della criminalità organizzata.
Un ringraziamento particolare deve andare a Filippo che ha avuto per primo l'idea di "indossare" Polo Nord, intendendo che la circolazione dell'informazione è importante per andare contro e rovinare i progetti che sulla nostra pelle fanno i compari.

Da sempre in prima linea contro lo strapotere della criminalità organizzata nel bresciano, il Comitato antimafia Peppino Impastato. Il suo presidente, Fernando Scarlata, è l'autore di "Tentacoli, la criminalità organizzata a Brescia”.

Il resto della Lombardia non ha lasciato soli i ragazzi bresciani. Massimo Brugnone, coordinatore al nord del movimento antimafia "E ora Ammazzatecitutti!" ha voluto stare a fianco di chi, con un'alta coscienza civile, vuole tener vivo l'attenzione della gente sui processi di mafia al nord. Da parte sua è da un po' che "sta addosso" al dibattimento Bad Boys in corso a Busto Arsizio. Lì sono alla sbarra pericolosi 'ndranghetisti originari di Cirò Marina, provincia di Crotone, ma da tempo radicati nel varesotto, tra Legnano e Lonate Pozzolo. E' importante che iniziative come quelle di Brescia e Busto Arsizio, escano da una dimensione localistica e coinvolgano l'intera Lombardia.

C'è chi ha un sogno nel cassetto: dare al movimento e all'attivismo antimafia al nord una struttura ed una forza che sia qualcosa di più che non lo spontaneismo di gente dai buoni propositi ma dalla scarsa organizzazione. Ecco perché già si comincia a parlare di un forum contro le mafie da tenere nella primavera inoltrata sul Lago di Garda e che raccolga le realtà più significative e "di base" attive in Lombardia. Chissà...

Un ex consigliere regionale,parlando del settore professionale di sua competenza, porta la propria testimonianza di come le mafie sappiano infiltrarsi nei gangli di un'economia settentrionale più impegnata a far soldi facili e subito che a proteggere se stessa... L'antidoto? Iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica come quella in corso davanti al Palagiustizia di Brescia.

Fonte: www.dalpolonord.it

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